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2 + 2 ≠ 4 - Stare insieme tra bambini al nido

Le motivazioni pedagogiche che hanno orientato alla sperimentazione dei gruppi misti per età sono state molteplici ma possono essere ricondotte all'assunzione "di un'ipotesi positiva molto forte sulle possibilità dei bambini di condividere riflessioni e attività fino alla costruzione condivisa delle conoscenze, dando credito ai bambini e alle loro potenzialità, non pensando che lo sviluppo sia determinato dall'insegnamento dell'adulto" (Loris Malaguzzi).

In questo senso i servizi per l'infanzia vanno intesi come luoghi di esperienze condivise tra soggetti portatori di differenze, occasioni che nel nido si verificano sempre, ma nel gruppo misto di più. Infatti osservando i bambini non coetanei interagire si possono notare sia le conferme alle più recenti teorie dello sviluppo sociale, sia scoprire modalità interattive difficilmente ipotizzabili a priori. Tutti questi elementi rendono il ruolo dell'educatore di un gruppo misto ancora più delicato e complesso. I bambini di età diversa esprimono infatti bisogni diversi, anche con tempi diversi, pertanto l'educatore è costretto a elaborare risposte adeguate. Per l'educatore che vive la giornata lavorativa al nido con un gruppo misto, è molto frequente la necessità di ricordare che essere più o meno grandi non vuol dire essere più o meno competenti, ma diversamente competenti, sforzandosi di non utilizzare l'età come misura del valore delle persone.

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